Fare per Sentire
“Fare per sentire” è uno dei motti che meglio definisce la bioenergetica .
Le sue origini risalgono alle brillanti intuizioni di William Reich, medico, psicoterapeuta allievo fino ad un certo tempo di Freud, fino a quando egli intuisce nell’osservazione dei suoi pazienti che il corpo invia segnali fondamentali, infatti nella forma, e nel movimento impara a leggere e codificare i messaggi corporei associandoli alle informazioni verbali date dallo stesso paziente.
Il frutto di questo immane lavoro è un quadro dell’individuo più completo fornendo a Reich nuovi strumenti per aiutare il processo di autoguarigione. William Reich ha il merito di aver introdotto in quel periodo storico, una visione ottimista dell’uomo e di una “saggezza corporea” che possiede in se le naturali potenzialità verso il benessere.
Uno dei pazienti di Reich fu Alexander Lowen , insegnante di educazione fisica e psicoterapeuta, Lowen aggiunse un grosso contributo al lavoro di Reich con la propria esperienza personale di lavoro corporeo. egli sviluppò il lavoro di Reich dando vita alla bioenergetica, una tecnica caratterizata da una serie di semplici esercizi attraverso i quali è possibile percepire in maniera efficace il proprio corpo.
Obiettivi: Come risultato del tipo di intervento ci si aspetta, in linee generali, che i partecipanti diventino più consapevoli di se stessi e, interiorizzando le varie esperienze attraverso gli esercizi proposti, realizzino il proprio potenziale di crescita, un maggiore senso di struttura interna (autoconsapevolezza), una riduzione dell’impulsività intesa come reazione di difesa e quindi chiusura verso l’ambiente, alla percezione e consapevolezza del proprio sistema difensivo, ad un controllo della respirazione e delle proprie attività muscolari, ad uno sviluppo differente dell’immagine corporea, ad abilità di coordinazione, allo sviluppo dell’assertività, alla capacità di prendere decisioni. Inoltre, attraverso la cooperazione, attendere il proprio turno, imitare, fornire feedback, condividere, guidare e farsi guidare, contatto fisico adeguato, partecipazione in coppia e in gruppo, l’utente acquisisce o si riappropria di un livello di consapevolezza sociale e attraverso un naturale processo di auto guarigione, per riscoprire e riappropriarsi di un “piacere corporeo”







