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 Danza Movimento Terapia

quanto la danza è incontro con il sè

La danza rappresenta sicuramente una speciale modalità d’incontro fra persone di sesso diverso. Tuttavia, prima ancora, essa può essere un’occasione d’incontro con se stessi, con il proprio corpo, con le proprie emozioni e addirittura con il proprio passato ancestrale.
In particolare, la danzamovimentoterapia non solo rappresenta una possibilità di ricerca positiva di benessere e crescita personale, ma s’inquadra nel panorama delle terapie corporee o psicocorporee e costituisce una modalità specifica di trattamento di diverse manifestazioni della patologia psichica, somatica e relazionale.
Sviluppatasi nel mondo anglosassone dagli anni Cinquanta, in particolare in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, si può far risalire alle ricerche di Rudolf Laban (1879-1958) sul movimento. Fin dagli anni ’60 e ’70 in America sono fioriti studi sugli effetti dalla danzaterapia su persone affette da disturbi d’ansia e dell’umore, o da vari handicap fisici. La Dance Movement Therapy o Danza Movimento Terapia si è poi diffusa anche in Europa e nel mondo, fino alla creazione, nel 1982, dell’Association Dance Movement Therapy, finalizzata a promuoverne la formazione e la ‘cultura’.


Al di là della molteplicità di espressioni e di applicazioni, si possono rintracciare alcuni filoni principali: il lavoro con il cosiddetto ‘movimento autentico’, che si fa risalire all’americana Mary Whitehouse, quello noto come ‘expression primitive’, il cui padre è Herns Duplan, haitiano trasferitosi in Francia negli anni ’70, e la figura dell’argentina Maria Fux, oggi ottantenne.

La Danza Movimento Terapia fonda alcuni dei suoi presupposti su tre filoni che oggi spesso vengono integrati in diverse scuole : la ricerca di un movimento ‘spontaneo’ che si manifesti nell’individuo caratterizzandolo nella sua originalità; la riscoperta delle proprie capacità espressive nel recupero di una fisicità ‘primitiva’, originaria; l’esplorazione dei limiti del proprio corpo, in un lavoro che coniuga immaginazione e creatività.
Ormai molto nota anche in Italia, la DMT offre una vasta possibilità di utilizzo, dall’esperienza più ludica e piacevole alla formazione, integrandosi bene con altre discipline e terapie
 


 

DALLE DANZE RITUALI ALLA RISCOPERTA DELLE PROPRIE CAPACITA' CREATIVE

Le origini della danza e le sue applicazioni ‘ terapeutiche ’ in senso lato risalgono alla notte dei tempi. L’uso rituale e simbolico della danza è così vasto da ritenersi parte integrante della storia espressiva dell’essere umano, in quanto ordine ritmico.

La danza degli dei e degli eroi mitici, ad esempio, concorre all’organizzazione e alla regolazione ciclica del mondo, così come le danze rituali utilizzate per ristabilire i rapporti tra cielo e terra, sia che esse invochino la pioggia, l’amore o la fertilità.
Si può parlare di una ‘danza cosmica’, che rappresenta allo stesso tempo creazione e pacificazione, conservazione, distruzione e reintegrazione: danza che attraversa ogni cultura ed è simbolo della liberazione dai limiti materiali, fino a divenire manifestazione della vita spirituale. Ecco perciò che la  , collegandosi idealmente alle antiche tradizioni nelle quali la danza era anche uno strumento fondamentale di guarigione, ripropone negli attuali contesti clinico-sociali le risorse del processo creativo, legate all’ascolto della musica e dei ritmi corporei, alla danza e al movimento.
Noi siamo presenti nel mondo tramite il nostro corpo, e qualsiasi gesto o movimento espressivo nasce e si sviluppa grazie ad esso. Partendo dal fatto che la comunicazione che passa attraverso il movimento ha una valenza ben più ampia della comunicazione verbale, ecco che la danza costituisce un’occasione per creare delle trasformazioni a livello energetico che consentono di trascendere i limiti del corpo fisico ed allargare il nostro livello di coscienza.

Certamente in tale contesto la danza, intesa come movimento, non mira a soddidfare esigenze di tipo estetico ma si pone come strumento di pura espressività. Quindi la danzaterapia, avendo come riferimento continuo l’unità psico-somatica dell’individuo, costituisce una base fondamentale per un processo di crescita personale, sia come forma di prevenzione che come terapia vera e propria. Promuove perciò il benessere e la qualità della vita della persona, in un processo di integrazione psicofisica, relazionale e spirituale.

Le persone che si rivolgono alla danzaterapia - che è adatta a ogni età, dai bambini agli adulti agli anziani - spesso avvertono un disagio nel rapporto con il proprio corpo e nella relazione con gli altri: la danzaterapia può essere estremamente efficace proprio per intervenire su questo tipo di malessere, a volte integrata con altre tecniche di lavoro corporeo.

Il lavoro può essere svolto sia individualmente che in gruppo, tenendo presente che non esiste un modo ‘giusto’ di muoversi: improvvisazioni e associazioni spontanee di movimento sono basilari per questa forma espressiva, che serve proprio a permettere ai partecipanti di diventare sempre più consapevoli di se stessi e delle proprie ‘difese’ rispetto alla realtà circostante.

 
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