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Il Cammino della Dea
Viaggio negli Archetipi del Femminile

"Quando mia figlia crescerà le racconterò delle dee. Le parlerò di Era, la regina del potere terreno, colei che protegge i riti matrimoniali. Di Artemide, l'amazzone, e del suo amore per la natura. Poi di Athena, ispiratrice del vivere civile, della sua intelligenza sottile ereditata dal mondo paterno. E anche di Afrodite, la dea dal corpo sacro, guida celeste della passione e delle arti. Infine le parlerò di Demetra, la madre terra fertile e benefica, e di Persefone, signora delle tenebre misteriose, con i suoi sogni di morte e de trasformazione. Conoscere le loro storie l'aiuterà a diventare donne. Le chiederò di non immedesimarsi in una in particolare perché potrebbe essere fonte di dolori inimmaginabili. Deve conoscerle tutte quante e riconoscere in ognuna una parte di sé. Non deve diventare una dea vulnerabile come sua madre che è esistita solo nella dimensione del vincolo"

Marcela Serrano, Antigua vida mia

Tutte queste forze esistono da tempi molto antichi. Sono rappresentazioni simboliche di qualità interiori. Sono immagini attraverso cui l'archetipo del femminile si manifesta, prende forma nel corpo, immagini di donne vissute mille e mille anni fa. Sono energie psichiche immaginative fuori dal tempo, archetipi dell'inconscio collettivo, onnipresenti, e quando si costellano, in un attimo possono plasmare il corso della vita di una donna. Sono metafore di vita reale, tutte potenzialmente presenti nella psiche e nel corpo di ogni donna. Per quanto ogni donna abbia un archetipo dominante che la caratterizza, immedesimarsi con uno soltanto sarebbe inaridente. Conoscere i diversi aspetti del femminile e lasciare emergere ogni qualità a seconda del momento e dell'aspetto che si vuole esprimere, le permetterà di essere in armonia con se stessa e con il fluire della vita.

Quante volte una donna, rivolgendosi a se stessa, si è sentita in contrasto tra quello che accadeva fuori e ciò che, invece più profondamente, sentiva dentro; come forze opposte ognuna tirava dalla propria parte. Quella interna rappresenta la natura più profonda, mentre quella esterna, attraverso ciò che viene agito, è la parte più condizionata, frutto di cultura, educazione, stereotipi.

Conoscendo gli archetipi è possibile comprendere e risolvere i conflitti che ostacolano noi donne nel nostro naturale movimento nel mondo, riconoscere le nostre fragilità e i nostri punti di forza, le autentiche inclinazioni e la natura profonda del nostro essere.

In sintesi, possiamo portare nel concreto della quotidianità la comprensione di quello che ci accade.

I miti, dice Freud, sono i sogni secolari dell'umanità. L'inconscio si racconta attraverso le immagini che hanno un potere trasformativo e ristrutturante della psiche.

Ecco allora che conoscere i volti del femminile, le diverse forze che ci determinano, le innumerevoli forme che ci animano, può essere un'esperienza che, se da un lato risveglierà "volti sopiti" delle donne, dall'altro potrà creare la via d'accesso a una nuova visione del femminile, in grado di integrare in sé l'Archetipo del maschile e poter così immaginare un rapporto più equilibrato e sano con esso.

Le tappe dell'evoluzione del femminile sono molte, come molti sono i "volti delle dee" che accompagnano la donna nel suo cammino. Come dice Aldo Carotenuto: a tutti è data la possibilità di assaggiare le varie stagioni dell'anima, a pochi l'opportunità di comprenderne il senso.

A noi, quindi, la libertà e la responsabilità di essere nel "tutti" o nel "pochi".

Maria Paola Diffatti ed Emanuela Pozzi

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